UN ATTACCANTE DI RAZZA NON SI ARRENDE MAI

Per farvi capire veramente bene,ciò di cui mi appresto a parlare,è necessario fare un passo indietro...

Correvano (e forte..),gli anni 80 e 90...Vivevo il fulcro di una età meravigliosamente unica e mi trovavo esattamente dove Dovevo e Volevo stare.Alcuni sostengono che la gioventù è il periodo più bello della vita,ma ce ne rendiamo conto quando ormai è passata.Non è il mio caso:io l'ho vissuta tutta e in pieno,perfettamente cosciente ed energico e positivo ed entusiasta e felice.Il top.Certo,i guai c'erano anche ai tempi,dai più ai meno gravi:problemi economici,guerre,lutti,pubertà e compagnia bella,ma tutto veniva puntualmente travolto dall'energia che quell'epoca emanava.Potevo nutrirmi di nuovi miti e modelli musicali e cinematografici e contemporaneamente vivere la piena maturità di artisti che erano già sulla scena da un po'.Tutti lì..dai Queen agli Wham,da Bruce Willis a Clint Eastwood,passando da Michael Jackson a Prince,poi Stallone e De Niro.In Italia c'era la” Milano da bere,”Grillo e Benigni facevano ridere,Vasco,Liga e Zucchero erano agli inizi,come Verdone e De Sica,e al cinema c'erano ancora Sordi,Villaggio,Banfi e Pozzetto..Poi Celentano,Arbore in tv...il Drive In.C'era tutto....Ho fatto in tempo ad apprezzare Troisi,la Melato,Dario Fo' e la Rame,Jannacci e Gaber e Dalla,Morandi,le notti magiche tutti quelli che “ce l'ho o mi manca”,che ora non mi vengono in mente,ma che comunque ci sono.Eravamo vincenti,anche se si perdeva.

E c'era il calcio....Ho visto giocare Baggio,Totti e Del Piero,Zola,ma anche Maradona e Platinì. Oggi ascolto,sulle onde di una nota emittente nazionale che si occupa di sport,una trasmissione dedicata al calcio nostalgico degli anni passati e la cosa che mi colpisce di più,è che parlano di un tempo che a tutti risulta preistorico,ma che per me è vivo e presente.Brutto segno,penso....o io non mi sono mosso,o gli altri vanno troppo veloce.Ognuno aveva un modello,un mito da adorare..Il mio,personalissimo,era Gianluca Vialli.Ma non ai tempi della Juve,o del Chelsea..No(troppo facile),....fin dalla Cremonese.Amo e seguo lo sport da sempre,tutto lo sport,non solo il calcio.Tifo Bologna(naturalmente),ma so riconoscere ed apprezzare ed applaudire un talento vero,anche se milita in un'altra compagine. Vialli è stato ,per me,l'emblema di quel periodo storico.Mi sentivo rappresentato da lui.Non bello,ma simpatico,originale e mondano al punto giusto,professionista integerrimo e uomo squadra.Grande protagonista della scena calcistica e precursore dei tempi,migrando all'estero per raccogliere altri trionfi, da giocatore prima e da allenatore poi.Insomma,il mio mito.Anche dopo aver lasciato il campo,si conferma grande comunicatore e uomo immagine:è uno dei primi opinionisti Sky e la sua popolarità si estende alle nuove generazioni.Sposa una donna bellissima,nascono bellissime figlie ,scrive un libro (The Italian Job) .Gli anni passano,per me e per lui,come è normale che sia.Quando divento papà per la seconda volta,il mio maschio lo chiamo Gianluca,come Vialli.Penso che se anche fosse nata una femmina,l'avrei chiamata Gianluca,in suo onore.Tutto fila liscio,fino a qualche giorno fa.

Una mattina leggo sul giornale che Vialli ha il cancro.Lo racconta lui stesso in una intervista,dove dichiara che,forse,il peggio è passato,ma che non è sicuro di come finirà questa partita.Subito divento pericolosamente triste.Sò bene cosa significa sentirsi pericolosamente triste.Lo so perchè mi è già capitato.E' quel dolore sottile che si chiama depressione,che ti indica una sola via che porta,nel migliore dei casi,al letto,o al divano.Lavarsi o farsi la barba è inutile,tanto quanto mangiare.Bere,invece,aiuta,perchè stordisce.Come le medicine.Intorno,non conta più niente:chi ti ama o chi ti odia,tutti miscelati nella stessa tavolozza di malinconica quotidianità,tutti a generare un solo colore,che non è nemmeno il Nero,no...è un grigio inverno,un rosso natale finto,un ghiaccio neve sporca,un blu anima persa.

Mi ritrovai a piangere sulla poltrona.Ero solo in casa e meno male,altrimenti avrei dovuto spiegare le mie lacrime a qualcuno che,anche sforzandosi,non avrebbe potuto comprendere la mia reazione.Come se Vialli fosse uno di famiglia,o un amico intimo.

Già...di colpo la fiaba è finita e mi sono ritrovato in quella realtà che ho dribblato per troppe volte.Io,e tutto il mio mondo,a fare i conti con le responsabilità,ma ormai tutti troppo stanchi per riuscire a reagire.Abbiamo corso a perdifiato e poi siamo andati a sbattere.Non ci sono più energie,tutte bruciate in futili sogni,o a correre dietro a donne e consensi,per essere simpatici,per presenziare,per affascinare,regalando vuoti sorrisi e false verità.Tutti a sperare,in fondo,che i nostri figli non prendano da noi.Ma ,altrimenti,da chi dovrebbero prendere? Cosa stiamo lasciando alla prossima generazione?Scopriranno,e alla svelta,che quelle notti non furono poi così magiche e che le risate del Drive In erano finte,come le tette di quelle soubrette.

In quello stesso articolo,Vialli parlava di un libro che stava scrivendo proprio nel periodo in cui scoprì di essere malato:si intitola GOALS,98 storie +1 per affrontare le sfide più difficili.In ciascuna delle storie (tutte incredibilmente vere),Vialli racconta di atleti che,in periodi storici diversissimi tra loro e spinti da  svariate motivazioni,hanno superato i propri limiti,dimostrando al mondo,che i limiti stessi non esistono.Calciatori,piloti,ciclisti,pugili,ecc...ciascuno a vincere sfide apparentemente impossibili,ciascuno ad entrare nella storia. All'inizio di ogni capitolo,c'è una citazione.Sono delle frasi che si adattano allo spirito del racconto che segue.Non sono semplicemente dei “mantra”motivazionali e possono essere spunto di riflessione profonda per il lettore.Naturalmente,ho comprato il libro e l'ho letto...e poi riletto ancora.L'ultima storia,la novantanovesima,è quella di Gianluca stesso,quella in cui racconta della malattia,di questa ultima ed inaspettata partita da giocare,la partita più difficile e,certamente,la più difficile da vincere.

Già...tutto pare perduto....a meno che...

A meno che..

Gianluca,ascolta...tu non puoi arrenderti.Tu hai il dovere di rialzarti,proprio come Rocky.Tu sei un capitano e ora hai una grossa responsabilità,e forse,questa è la palla che ci può salvare.Hai la possibilità di dimostrare a tutti,al mondo intero e alla storia,che noi facevamo e facciamo ancora sul serio,che non siamo stati solo parole,che i nostri “occhi della tigre”,non si sono mai spenti.Quando il gioco si fa duro,i duri cominciano a giocare.Se lo fai tu,io e poi tutti gli altri,ti seguiremo.Tutti nudi davanti allo specchio,a fare i conti con ciò che siamo diventati.Ora basta:noi possiamo,DOBBIAMO ritrovarci,trovare il nostro spirito,quello di quel tempo,per far vedere a questi coglioni come si gioca sul serio.Magari così riusciremo anche ad insegnare qualcosa e,per una volta,saremo utili.Siamo superiori in tutto,e sotto sotto,lo sanno anche loro.Vogliamo paragonare la nostra musica con questa?o i nostri film?o i nostri campioni?.Perfino Reagan è meglio di Trump...Tiriamo fuori il coraggio che abbiamo dentro, perchè ci deve essere,ce ne siamo vantati tante volte....I nostri anni sono stati magici perchè NOI siamo magici.

Infatti,Capitano,dopo qualche settimana ti ho visto in televisione. Ero un po' preoccupato all'inizio,ma quando sei apparso sugli schermi,mi sono subito rasserenato...avranno pure dei bravi truccatori,ma ti ho trovato davvero bene.Poi ho sentito che ti rivorrebbero nel giro della Nazionale di calcio,(il Mancio ti ha proposto...gli amici veri si riconoscono in queste situazioni),ed ora si vocifera di Vialli prossimo presidente della Sampdoria.Che spettacolo,Capitano.

Non credo che tu sappia ancora come finirà davvero questa partita,forse nessuno lo può sapere...ma che grinta,che carattere,che forza...Mica per niente sei il mio Mito,mica per niente mio figlio porta il tuo nome.

DIGNITA' La partita la perdiamo?può succedere,ma almeno avremo lottato fino alla fine,almeno potremo guardaci allo specchio,potremo raccontare di quando,comunque,siamo usciti a testa alta.Non ci siamo tuffati in area,non abbiamo dato colpe agli arbitri o al destino,non abbiamo preparato un'esultanza.Abbiamo giocato.PUNTO.Questo è quanto. DIGNITA'. Hai spiegato a tutti noi il vero significato di questa parola.Ora usciamo.Andiamo a riprenderci la nostra dignità,quella che noi stessi,troppe volte,abbiamo buttato via.

Eccoci,...stiamo arrivando.Siamo tornati....

Emiliano Bonazzi | Mental Health Fitness Coach

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